Le Origini: Il Rallye Automobilistico del Chianti
Era il 29 ottobre 1961 quando l’ACI Siena organizzò il 1° Rallye Automobilistico del Chianti: da qui ebbe inizio la storia di questa affascinante competizione. Nel 1962, durante il 2° Rallye del Chianti, per la prima volta venne interessato come prova a tempo il tratto di strada tra Quercegrossa e Fonterutoli. Il format rally proseguì fino all’edizione del 1964. Gli iscritti aumentavano di anno in anno e, con l’affermarsi della manifestazione, molti concorrenti partecipavano soprattutto per affrontare la prova di velocità lungo la Chiantigiana, proprio mentre le cronoscalate iniziavano a diffondersi sempre di più.
Nasce la Coppa del Chianti Classico
L’evoluzione naturale della corsa portò alla trasformazione in gara di velocità pura e nel 1965 nacque così la Coppa del Chianti Classico. Nonostante i 120 verificati, la prima edizione fu segnata da avverse condizioni meteo; tuttavia Spartaco Dini, con la sua Cortina Lotus, risultò il più veloce. Nel 1966 il percorso venne allungato con l’arrivo posizionato a Croce Fiorentina: il tracciato raggiunse così gli 8,2 km, configurazione che ancora oggi lo contraddistingue. Il vincitore assoluto fu “Shangri-La”, mentre la gara divenne una vera vetrina per i veloci piloti locali come Gonzi, Brancadori e Senni, giunto 5° assoluto.
Gli anni d'oro della Cronoscalata
L’edizione 1967 non venne disputata; si tornò a correre nel 1968 su un percorso ridotto fino a Sagna per problemi stradali. Vinse Lualdi Gabardi su Ferrari Dino e i 187 partenti dimostrarono come la gara fosse ormai affermata nel panorama nazionale, con classi turismo – come la 1300 e la 2000 – che sfioravano i 30 iscritti. La 7ª edizione del 1969 vide la vittoria di Franco Pilone su Abarth 2000 con il tempo di 4:06.2 alla media di quasi 120 km/h. Il pubblico fu numerosissimo, a testimonianza del grande lavoro svolto dall’ACI Siena e dal direttore Giovanni Ghetti. Nel 1970 Pilone vinse ancora, abbassando il record del percorso davanti a Lualdi Gabardi; Manfredini, terzo assoluto sulla Ferrari 512S, attirò grande attenzione: la sua potentissima rossa aveva corso a Daytona e Le Mans. Tra i piloti senesi brillò “Paperone”, 9° assoluto con l’Alfa GTA 1600.
L’edizione 1971 fu ricordata per il record di iscritti: 269. Arrivò la terza affermazione consecutiva di Franco Pilone, che dovette confrontarsi con piloti del calibro di Arturo Merzario, secondo dopo una foratura. Tra i locali si mise in luce Paolo Franchi. Nel 1972 le verifiche tecniche si svolsero per la prima volta a Castellina in Chianti. Vinse Gianfranco Trombetti su Abarth 2000, ma furono memorabili le prestazioni dei piloti locali: il senese “Joe” Bigliazzi fu 3° assoluto con l’Alfa in 4:12.0, mentre Mauro Sacchini chiuse 6° dopo uno spettacolare contatto con il guard-rail al Ponte alle Staffe.
Nel 1973 Trombetti si confermò vincitore davanti a Laureati e Zaniratti. Ottime le prestazioni dei piloti di casa: Giovanni Maggiorelli (7°), Aladino Stefanelli (9°) e Mauro Sacchini (11°). Nelle cilindrate minori vinsero “Paperone”, Nocci, Betti e Gonzi. Nonostante il nuovo manto stradale e tre giorni di sole, questa edizione segnò il canto del cigno degli anni d’oro: la gara non venne più disputata nel 1974 e per oltre 20 anni i motori non ruggirono più sui celebri 8 km della Chiantigiana.
La Rinascita
Il 7 novembre 1993 la Coppa del Chianti Classico tornò finalmente a vivere sulla Strada Chiantigiana 222 grazie alla Valdelsa Classic e allo S.C.A.M.E. Siena. In una piovosa domenica mattina, circa 40 vetture storiche si sfidarono sugli 8.200 metri del tracciato. La gara divenne una cronosc alata riservata alle autostoriche, con una parata di contorno; vinse Luigi Moreschi su Merlin MK3. Dal 1994 la Coppa del Chianti rientrò nel panorama nazionale con validità CSAI e successivamente nel Campionato Italiano Vetture Sport Prototipo.
Negli anni successivi spiccarono anche le curiose vetture elettrosolari. Le lotte per il titolo videro protagonisti piloti toscani come Giuliano Peroni, Franco Breschi e Roberto Benelli, dando vita al dualismo Osella vs Lola. Nel 2001, con la vittoria di Roberto Zavarini su Merlin MK4, la gara entrò per la prima volta nel Campionato Europeo della Montagna, con conseguente innalzamento degli standard di sicurezza. Dal 2004 l’organizzazione passò alla Chianticup Racing, che portò la manifestazione ai vertici nazionali ed europei, segnando l’epoca delle Osella celesti di Uberto Bonucci, più volte dominatore assoluto.
Il livello dei piloti crebbe ulteriormente: tra tutti spicca Danny Zardo, vincitore per tre edizioni consecutive. Nel 2012, anno dell’ennesima vittoria di Bonucci, nacque il Trofeo Brancadori, dedicato alle bicilindriche storiche, che attirò oltre 40 vetture. Dal 2012 il tracciato venne accorciato di 200 metri. Nel 2013 il regolamento aprì alle vetture moderne e la vittoria andò al senese Franco Betti su BMW 2002 sotto la pioggia. Stefano Di Fulvio vinse nel 2015 e 2016, stabilendo il record del tracciato (3:13,23). Uberto Bonucci trionfò ancora nel 2017 e 2018, Antonio Lavieri vinse nel 2019 con una Formula Ralt RT32, mentre Stefano Peroni si aggiudicò le edizioni 2020 e 2021, entrambe dedicate alla memoria di Uberto Bonucci.
La passione continua....
Nell’estate 2025, un gruppo di piloti profondamente legati alla Coppa del Chianti decide di ridare vita a questa storica manifestazione. Il progetto ottiene subito il sostegno di enti locali, amministrazioni e del mondo delle corse in salita. Tra i principali sostenitori figura la Squadra Piloti Senesi, che nel 2025 ha celebrato importanti successi: Totò Riolo, Antonio Maiolo e Giuseppe Valenti si sono laureati campioni nazionali nelle rispettive categorie.
Guardando alla Coppa del Chianti Classico 2026, l’organizzazione è già al lavoro per pianificare il ritorno dell’evento con il format tradizionale, affiancato da una parata “experience”. La manifestazione sarà dedicata alla memoria di Uberto Bonucci, con l’istituzione di un trofeo a lui intitolato, e nascerà anche il Memorial Walter Nocci, riservato alle bicilindriche storiche, in omaggio a un grande pilota e uomo di sport.
Il territorio ed il Percorso
La Coppa del Chianti si svolge nel cuore del Chianti Classico, tra Siena e Firenze, territorio simbolo dell’eccellenza vitivinicola rappresentata dal Gallo Nero. Proprio qui, secondo la tradizione, oltre sette secoli fa si respirava già aria di competizione: la celebre sfida tra il cavaliere fiorentino e quello senese, partita al canto del gallo per stabilire i confini tra le due città. Gli storici collocano il punto d’incontro tra Fonterutoli e Castellina in Chianti, lungo la stessa direttrice che oggi ospita la gara.
Il percorso della cronoscalata si snoda per circa 8 chilometri lungo la storica Strada Chiantigiana 222, dal Molino di Quercegrossa fino a Croce Fiorentina. Curve, tornanti e salite attraversano vigneti, oliveti e panorami tra i più suggestivi della Toscana, trasformando il tracciato in una vera tribuna naturale animata da un pubblico caloroso e appassionato.
Lungo il percorso si incontrano luoghi iconici della gara e del territorio: Fonterutoli, con la sua celebre curva; San Leonino, riconoscibile per la pieve romanica e la spettacolare “esse”; e Tregole, che dà il nome a uno dei tratti più tecnici e impegnativi. L’arrivo è posto a Croce Fiorentina, punto panoramico privilegiato affacciato su Castellina in Chianti, dove da sempre pubblico, piloti e organizzatori condividono un forte legame, creando un connubio unico tra gara, territorio e comunità locale.
ALBO D'ORO DELLA COPPA DEL CHIANTI
Nota: Le prime quattro edizioni si sono svolte con la formula di regolarità.
| Edizione | Anno | Pilota | Vettura | Tempo |
|---|---|---|---|---|
| 5ª | 1965 | Spartaco Dini | Cortina Lotus | 3'57" |
| 6ª | 1966 | “Shangry-La” | A.R. Giulia TZ2 | 4'35" |
| 7ª | 1968 | Edoardo Lualdi | Ferrari Dino 206 | 3'34" |
| 8ª | 1969 | Franco Pilone | Abarth 2000 | 4'06" |
| 9ª | 1970 | Franco Pilone | Abarth 2000 | 4'00" |
| 10ª | 1971 | Franco Pilone | Abarth 2000 | 3'49" |
| 11ª | 1972 | “Gianfranco” | Abarth 2000 | 3'57" |
| 12ª | 1973 | “Gianfranco” | Osella 2000 | 3'54" |
| 13ª | 1974 | ANNULLATA | — | — |
| 14ª | 1993 | Luigi Moreschi | Merlin MK3 | 4'46" |
| 15ª | 1994 | Franco Breschi | Lola T292 | 3'52" |
| 16ª | 1995 | Giuliano Peroni | Osella PA3 | 3'45" |
| 16ª bis | 1996 | Giuliano Peroni | Osella PA3 | 3'40" |
| 18ª | 1997 | Giuliano Peroni | Osella PA3 | 3'37" |
| 19ª | 1998 | Franco Breschi | Lola T292 | 3'49" |
| 20ª | 1999 | Giuliano Peroni | Osella PA3 | 3'34" |
| 21ª | 2000 | Roberto Benelli | Osella PA9 | 3'55" |
| 22ª | 2001 | Roberto Zavarini | Merlin MK4 | 4'24" |
| 23ª | 2002 | ANNULLATA | — | — |
| 24ª | 2003 | Roberto Benelli | Elva Sport | 4'22" |
| 25ª | 2004 | Uberto Bonucci | Osella PA3 | 3'36" |
| 26ª | 2005 | Uberto Bonucci | Osella PA3 | 3'35" |
| 27ª | 2006 | Daniele Grazzini | Osella PA7/9 | 3'28" |
| 28ª | 2007 | David Baldi | Osella PA9 | 3'28" |
| 29ª | 2008 | Uberto Bonucci | Osella PA9 | 3'27" |
| 30ª | 2009 | Denny Zardo | Osella PA9 | 3'28" |
| 31ª | 2010 | Denny Zardo | Osella PA9 | 3'23" |
| 32ª | 2011 | Denny Zardo | Osella PA9 | 3'21" |
| 33ª | 2012 | Uberto Bonucci | Osella PA9/90 | 3'27" |
| 34ª | 2013 | Franco Betti | BMW 2002 TI | 4'24" |
| 35ª | 2014 | Uberto Bonucci | Osella PA9/90 | 3'23" |
| 36ª | 2015 | Stefano Di Fulvio (RECORD ASSOLUTO) | Osella PA9/90 | 3'13" |
| 37ª | 2016 | Stefano Di Fulvio | Osella PA9/90 | 3'18" |
| 38ª | 2017 | Uberto Bonucci | Osella PA9/90 | 3'22" |
| 39ª | 2018 | Uberto Bonucci | Osella PA9/90 | 3'17" |
| 40ª | 2019 | Antonio Lavieri | Ralt Rt32 | 3'33" |
| 41ª | 2020 | Stefano Peroni | Martini Mk32 | 3'31" |
| 42ª | 2021 | Stefano Peroni | Martini Mk32 | 3'20" |
ℹ️ Informazioni sul tracciato
Le edizioni 1965 e 1968 si sono svolte su percorso ridotto.
Nell’edizione 2001 e 2002 sono state inserite due chicane, ridotte a una dal 2003 in poi.
Dall’edizione 2012 in poi, il tracciato misura Km 8,000 (Accorciato di 200 metri rispetto alle edizioni precedenti).
